Delizia di mare. Il trionfo d’estate della Triglia

gnocchi alla triglia

Bella e buona, anzi per molti il migliore fra tutti i pesci cosiddetti pregiati. Bella alla vista con il suo colore rosso vivo e buona per il suo sapore delicato e raffinato. La triglia di scoglio era molto apprezzata anche dagli antichi romani: Plinio il vecchio  (23-79 d.C.) ha scritto che “le più pregiate hanno sapore di conchiglia”.

I popoli latini nell’antichità la chiamavano “Mullus” e all’epoca veniva utilizzata sia come pietanza, cucinata spesso intera, che come medicamento: godeva di grandissima popolarità e veniva acquistata a caro prezzo.

E’ un pesce magro. Il suo apporto calorico è basso, fornisce solo 123 calorie per 100 grammi. Nel nostro mare vivono due specie di triglie: c’è la triglia di scoglio e quella di fango, molto diverse anche nel prezzo. Le triglie nostrane si distinguono da quelle che popolano gli altri mari perché presentano una fila di denti anche sull’arcata superiore della bocca.

Il nome originario di questo pesce deriva da un’errata credenza popolare: gli antichi ritenevano che questo pesce si riproducesse per tre volte l’anno, da qui il prefisso tri. Il suo periodo riproduttivo è invece uno solo, tra aprile e agosto, mentre il periodo ideale per il loro consumo va da settembre a dicembre.

La triglia è un pesce che si presta molte preparazioni in cucina. Come succede nelle cucine dei Ristoranti Vivo la possiamo trovare in umido col pomodoro, fritta se di piccola taglia e immancabile nelle zuppe di pesce. La triglia si presta bene anche alla preparazioni di sughi di pesce abbinata a verdure estive come le zucchine. I filetti di triglia possono essere marinati oppure semplicemente infarinati e fritti

Va trattata con cura perché la triglia è un pesce delicato, di cottura rapida e dotata di una pelle che si sciupa facilmente. Pulirla quindi con gentilezza e muoverla con attenzione durante la cottura così da apprezzarne in pieno il profumo che è proprio quello del mare.

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