Cattiva se ti punge, buona al palato. La tracina!

Chi la conosce solo per il suo lato cattivo probabilmente non l’ha mai assaggiata. La tracina, temuta per i suoi aculei possiede una carne morbida e delicata.

La tracina è un pesce di fondale molto diffuso sulle nostre spiagge, in molti associano questo pesce esclusivamente alle punture dolorose ricevute. Benchè non sia un veleno mortale, quello che la tracina secerne attraverso delle ghiandole velenifere è in grado di stordire un uomo e rendergli difficile la balneazione. Corpo allungato e colore giallo grigiastro la tracina ama infatti mimetizzarsi e nascondersi sui fondali sabbiosi in attesa di piccoli pesci o crostacei o in prossimità di scogli. Sulla sua pinna dorsale nera si trovano le spine cave che iniettano veleno. In cucina la tracina è meno conosciuta ma ha carni bianche e delicate che ricordano in qualche modo quelle della sogliola.

Chiamata anche pesce ragno la tracina è molto diffusa nel Mar Mediterraneo la sua polpa bianca è ricca di acidi grassi polinsaturi omega-3. La tracina vive ad una profondità che può oscillare tra i dieci e i cento metri. In estate preferisce restare in superficie mentre in inverno migra verso profondità maggiori. Per catturarla il metodo di pesca utlizzato è quello a strascico oppure tramite sciabiche e reti da posta. Bisogna porre attenzione alle spine cave perché velenose, avendo cura di eliminare la pinna dorsale nera e gli opercoli branchiali senza farsi male, perché il veleno potrebbe ancora essere presente dopo qualche ora dalla sua pesca.

La sua carne si presta a molti usi e alle ricette più disparate. Dalle zuppe di pesce a secondi accompagnati da semplici verdure, la tracina ha un valore energetico considerevole che si aggira intorno alle 96 Kcal per ogni 100 gr di prodotto. Carne bianca morbida, tenera, succosa. Più si lascia al naturale e più si valorizza. Va lavorata poco, soltanto sfilettata e nei Ristoranti Vivo viene servita con una crema di zucchine, un semplice battuto di pomodorini o con un letto di patate e condita poco con filo d’olio e sale. Una delle parti della tracina che Vivo valorizza è quella delle sue uova. Intorno al mese di giugno le tracine sono ricche di uova, vengono raccolte e da qui ricavata una cremina da accompagnamento alla tracina che ne esalta la carne.

1 Comment

  1. Fabio picchianti says: Rispondi

    Ottima!la proveremo!

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